Addio George Michael

Addio George Michael

26/12/2016

E' morto George Michael. A 53 anni vissuti al massimo, a causa di un infarto ? così ha comunicato il suo agente - , ci lascia uno dei miti degli anni 80.
Proprio il giorno di Natale, quello che ha ispirato il grande successo "Last Christmas", il destino ha scandito la dipartita del cantante inglese, venuto a mancare nella serenità della sua casa di Goring, nel South Oxfordshire. I medici, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Chiunque abbia vissuto con cognizione di causa i mitici anni 80 ha percepito l'aura di un personaggio nato per essere grande.

Negli anni 70 il mondo della musica aveva celebrato il dominio dell'hard rock e del punk. Quando George si affaccia sul mondo discografico insieme all'amico Andrew Ridgeley, fondando i Wham, è il momento dell'hair metal. In questo tripudio di acconciature cotonate e di chitarre elettriche, i Wham riportano in auge il pop e il soul, con un sound trascinante, ruffiano, sensuale, ammiccante. Il gruppo prende in contropiede anche se stesso, diventando un fenomeno di massa paragonabile solo ai Duran Duran, in cui emerge il talento di Michael come compositore e le sua capacità istrioniche su e giù dal palco. I panni della star sembrano disegnati sulla sua pelle.

Poi il 1986 lo scioglimento e l'inizio della carriera solista, che individua il suo punto zero nel duetto con Aretha Franklin. Cantano "I knew you were waiting (for me)". E' emblematico che sia stata scelta una personalità così importante, segno che George è già nell'olimpo dei grandi e può permettersi di esibirsi al fianco di chiunque con grande disinvoltura. Questo evento è il suo biglietto da visita per conquistare gli States.

Il primo album del nuovo corso, "Faith", è un successo senza precedenti: 17 milioni di copie vendute, singoli che catturano, come la title track o "I Want Your Sex", e accorate ballad come "One More Try".

George Michael è ormai una star internazionale e il peso della sua immagine è addirittura più forte del suo peso artistico. Ciò per la capacità dell'artista inglese di essere personaggio e di catalizzare l'attenzione. Memorabile nel 1992 l'esibizione allo stadio di Wembley, nel concerto tributo a Freddy Mercury con "Somebody To Love".

Nel corso degli anni non si è fatto mancare nulla di tutto ciò che generalmente fa parte di una vita da star: dalle beghe legali con le case discografiche al coming out sulla sua omosessualità, a seguito di una incriminazione per atti osceni in un bagno pubblico di Beverly Hills, dagli arresti per possesso di stupefacenti e guida in stato di ebrezza ai periodi di forte depressione.

Allo stesso tempo era impegnato nel sociale, in campagne contro la fame nel mondo, in difesa dei diritti dei gay e in aperto contrasto con qualsiasi politica che inneggiasse alla discriminazione razziale.

Non tutti lo amavano. Elton John, nonostante fossero amici, non apprezzava il fatto che non avesse preso una posizione forte sulla sua sessualità o comunque che lo avesse fatto troppo tardi. Per lo stesso motivo, non riscuoteva neppure le simpatie di Boy George. Mick Jagger disse di lui "è un parrucchiere con velleità canore". E se il leader degli Stones non vedeva in lui grandi capacità, non sono stati in molti a metterne in discussione il carisma e il talento.

George Michael ci lascia dopo aver venduto più di 100 milioni di dischi e scritto brani immortali come "Careless Whisper" e "Last Christmas", in un anno, il 2016, che ha funestato il mondo della musica con i lutti di tanti personaggi che, come lui, hanno segnato un'epoca: da Prince a David Bowie, da Keith Emerson a Greg Lake degli Emerson, Lake & Palmer, al chitarrista degli Eagles Glenn Frey.

Temistocle Marasco


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