Capodanno 2016: Alvaro Soler accende le luci su Cosenza

Capodanno 2016: Alvaro Soler accende le luci su Cosenza

02/01/2017

Alvaro Soler a Cosenza a Capodanno. Prima era una voce, poi è diventata una certezza. Per la seconda volta in due anni, la notte di San Silvestro bruzia è animata dal giudice di un talent show: nel 2015 i Litfiba, oggi il cantante spagnolo col volto da bravo ragazzo, ammirato per tutto l'inverno sulle reti Sky.

Alvaro, quando arrivi? Si era detto 00:30 puntuali a piazza Bilotti, però lo sapevamo già che tra una cazzata e l'altra c'è Alvaro che passa in bagno un'eternità.
Nelle pieghe dell'attesa il colpo d'occhio è stupendo. Dai balconi delle case si apre un rettangolo gremito in tutta la sua ampiezza da avventori ancora sovraccarichi di cenone. E' solo al concerto di Capodanno che la gente bassa assume la piena consapevolezza di essere ormai fuori taglia e scopre che tutto il mondo intorno è popolato individui più simili ai vatussi che ai lillipuziani, quelli che non gli faranno vedere un accidente. Quest'anno però il sindaco di Cosenza ha pensato anche ai diversamente alti, piazzando i maxischermi.

Alvaro Soler aveva promesso ai Soul System, vincitori di X Factor, che sarebbero stati loro ad aprire i suoi prossimi concerti. E siccome la band black and white ha stoffa, vietato non era ingolosirsi e attendere la loro presenza. Così non è.

Alvaretto si presenta al suo pubblico all'01:00 passata accompagnato da sorella e fratello, su quel palco che non può svettare in altezza perché le luminarie della piazza un pò lo limitano.

Dice che "fa un freddo della Madonna", che va benissimo perché è vero e perché questa affermazione trova sempre il consenso dei più. Tuttavia, se il cantante spagnolo, invece di rimarcare la bassa temperatura attraverso la vergine Maria, antico retaggio di quella notte passata tra il bue e l'asinello, avesse optato per un più indigeno "fa un freddo ca manc'ii cani", avrebbe conquistato la platea senza bisogno di cantare. Siccome nessuno glielo ha suggerito, gli tocca esibirsi.

Alle prime 3 canzoni, tra le quali c'è "Agosto", c'è entusiasmo e partecipazione. Alla quarta, Alvaro decide di giocarsi già il jolly e parte "Sofia", 263 milioni e rotti di visualizzazioni su youtube. La conoscono anche i muri. Il sesto brano è "El Mismo Sol", primo singolo estratto dal suo unico album, anch'esso molto famoso.

Alvaro ha già sparato le cartucce migliori. Le conoscenze del suo repertorio, salvo che per i fan veri, in genere si fermano qui. Sarà per questo che le maglie del folto pubblico cominciano ad allargarsi. Quelli che restano, salvo gli addetti ai lavori, non sanno che, dopo appena 35 minuti si è già giunti al giro di boa.

Eseguito un brano dedicato alla sorella, che forse farà parte del suo prossimo album, è la volta di "Tengo Un Sentimiento". Ed è con mucho sentimiento che Alvaro, alla sua nona sinfonia, presenta la band e mette in scena il classico abbandono del palco, quello che presuppone il ritorno. Si, va bene, ma dopo 9 canzoni? Fosse stato un concerto di Bruce Springsteen, la cui durata media è 3 ore e mezza, dopo 9 brani il Boss sarebbe ancora in fase di riscaldamento.

Intanto la band imbraccia di nuovo gli strumenti, fa un altro paio di pezzi (uno è una cover) e chiude tirando il collo a "Sofia", che viene eseguita per la seconda volta.

Alle 02:15 tutto è finito. Morale della favola: 10 brani originali, con un bis e una cover. Il pubblico se ne va dopo circa 1 ora e 10 minuti di pop latino e una sensazione di incompiuta. Diceva Sergio Endrigo in "Canzone Per Te": la festa appena cominciata è già finita...

Temistocle Marasco


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