Il Volo dice no a Donald Trump

Il Volo dice no a Donald Trump

09/01/2017

Ha fatto notizia il gran rifiuto del Volo di cantare alla cerimonia di insediamento di Trump. I tenori hanno motivato il no riferendo di non condividere le idee politiche del nuovo presidente degli Stati Uniti, incentrate sul populismo e sull'odio razziale.

Questa decisione ha scatenato reazioni di vario tipo, dividendo l'opinione pubblica. Da un lato c'è chi li appoggia sia perché Trump viene dipinto come l'uomo cattivo sia perché, più semplicemente, un artista può decidere in libertà di accettare o meno un ingaggio e i motivi per cui lo farà sono affari suoi. Dall'altro i detrattori dicono: siete cantanti? E allora cantate. Fate semplicemente il vostro lavoro e questo non significherà in automatico che condividete le idee di chi vi ha chiamato.

Ha picchiato giù duro sull'argomento Vittorio Sgarbi, che ha tracciato il profilo dei tre ragazzi, che dice di conoscere da quando erano "piccoli, carini e gentili come i tre porcellini, col solo desiderio di diventare famosi". Poi un giorno vengono scelti dal presidente degli Stati Uniti per esibirsi in una occasione importante e "i 3 coglioncelli di periferia" ? prosegue l'onorevole ? dicono di no. Che si siano montati la testa? Che siano diventati fini osservatori delle dinamiche politiche globali?

Fatto sta che il Volo ha declinato l'invito e non lo ha fatto per un accavallarsi di impegni, ma per un motivo preciso, rinunciando anche a molto denaro. Allora Sgarbi, rincarando la dose, ha proseguito suggerendo a Trump una soluzione low cost: se proprio li vuoi sentire, metti un cd. Alla cerimonia metti un cd "e mandali affanculo!".

"Andate a cantare e non rompete il cazzo! Andate da Trump e non fate le seghe! Tre coglioncelli inutili! Andate e cantate di corsa, non in volo! E altrimenti lui può mettervela nel culo lo stesso: metterà su un vostro disco e voi canterete nel vuoto, senza esserci, e poi qualcuno dirà che siete in un angolo in fondo, e che vi ha tenuto in cucina. Vi lascia cantare dalla cucina perché si vergogna di voi. Io farei così se fossi in lui e se fossi in voi mi guarderei dal fare considerazioni del cazzo!" In perfetto stile Sgarbi, un fusion di parolacce e cultura.

Ma c'è di più: il popolare critico d'arte ha avanzato anche l'ipotesi che, in realtà, non sussista alcun invito proveniente dagli uffici della presidenza americana verso i tre giovani e che questa loro presa di posizione sia stata in qualche modo preventiva. Non sarebbe stata rifiutata un'offerta ricevuta, ma sarebbe solo stato espresso un pensiero nei confronti di una eventuale convocazione. Sgarbi ha pertanto invitato il Volo ad esibire un qualsiasi documento che provi l'invito di Trump, nella convinzione che questo invito non sia mai stato fatto.

I tre tenori, tuttavia, non sono gli unici ad essersi schierati apertamente pro o contro la nuova presidenza americana: anche Bocelli ha rifiutato di cantare alla cerimonia di insediamento e lo stesso hanno fatto Celie Dion e Elton John. Per ora l'unica presenza sicura all'evento è quella di Jackie Evancho, la mezzosoprano più giovane al mondo, con i suoi beati 16 anni.

Temistocle Marasco


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