I Massive Attack tornano in Italia
In queste ancora sonnolente giornate invernali, in cui sembra che la primavera tardi ad arrivare e la voglia di fare cose è inversamente proporzionale al desiderio di stare al caldo sotto le coperte, finalmente una gioia, anzi tre. Potrei definirlo come un trittico di gioie anche se la matrice è la stessa e riguarda uno dei miei gruppi preferiti da sempre: i Massive Attack!
Finalmente quest'anno, dopo ben tre anni di assenza (si lo sappiamo con la pandemia abbiamo vissuto in un tempo sospeso), tornano in Italia. Hanno da poco annunciato le date dei concerti ed i biglietti saranno acquistabili dal 17 di febbraio sulle maggiori piattaforme online e punti vendita riconosciuti.
La prima data è il 21 di giugno a Roma alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica, il 22 parteciperanno al Milano Summer Festival (presso l'ippodromo Snai San Siro) ed il 24 a Ferrara in piazza Trieste e Trento.
Riesco poco a contenere la gioia, l'ultima volta che ho assistito ad un loro concerto era l'estate del 2014, ben 8 anni fa.
Nati a Bristol nel 1987, da un collettivo musicale, sono stati a ragione considerati fondatori della trip hop, che mescola elettronica ed hip hop alle sonorità della musica techno e house.
Forse non tutti sanno che questa definizione ai Massive Attack stava stretta, ritenevano fosse troppo riduttivo inglobare i loro "esperimenti" musicali in una categoria. Nonostante le loro reticenze poco hanno potuto fare per opporsi, così Robert "3 D" Del Naja, Grant Marshall e Andrew Wowles sono considerati coloro che hanno aperto le porte a questo genere musicale.
La cosa che mi ha sempre meravigliato è che negli oltre trent'anni di attività, la band abbia solo pubblicato 5 dischi in studio, di cui l'ultimo nel 2010 ormai 12 anni fa.
Sembra ancora più strana questa tendenza se la leggiamo attraverso gli occhi di un'industria musicale che oggi spinge gli artisti a produrre nuovi album sempre più a stretto giro.
Non sono pochi gli esempi di cantanti che durante la pandemia hanno pubblicato 2 o anche 3 LP, è il caso di Taylor Swift o Lana Del Rey, per citarne alcuni.
Se è vero che i tempi di produzione dei Massive Attack sono estremamente lenti è anche vero che sono una garanzia. I loro 5 album sono dei capolavori assoluti, in cui non hanno lasciato niente al caso e non hanno avuto nessun timore nello sperimentare per arrivare a produrre qualcosa di assolutamente nuovo ed innovativo.
D'altronde lo ammettono loro stessi nel brano Inertia Creeps "Moving up slowly", che tradotto nella saggezza popolare locale suonerebbe cosi: "Chi va piano va sano e va lontano".
Teresa Moccia
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