J'ai vu ma ville, quand je te vois
J'ai vu ma ville partir en vrilles
J'ai vu ma ville partir en friches
J'ai vu ma ville comme je te vois
Même si je sais que tu t'en fiches
Que c'est pas ta ville à la finale
Que j'ferais mieux de me faire la main
Même si je sais que tu t'en fiches
Je vois ma ville porte coulée
Maison à vendre abandonnées
Les canapés sur le trottoir
Où quelques vieux viennent s'assoir
Je sens ma ville comme un amant,
Trompé par un riche imbécile
Je sens ma ville comme un aimant,
Ça me rend fou presque débile
La mort qui nous fait du charme
Et puis ils ont sorti les armes, les armes
Je traverse ma ville à perdre haleine
J'ai l'impression qu'elle raccourcit
Que l'amour rode sans merci
Est-ce de l'amour, ou de la haine?
Les enfants jouent à se braquer
Les écoles à des kilomètres
On comprend mieux pourquoi les maîtres
Ne fréquentent plus nos quartiers
Une jolie fille un mur en brique
Des kilomètres de voie ferrée
Les rues ne sont plus éclairées
Rien d'autre à faire que du trafic
Je vois ma ville comme un amant,
Trompé par un riche imbécile
Je vois ma ville comme un aimant,
Ça me rend fou presque débile
La mort qui nous fait du charme
Et puis ils ont sorti les armes
On entend parler la Calabre
De Palerme, et de Napoli
Brune aux yeux verts sous le ciel gris
Et la démarche qui se cabre
La méditerranée est là
Glacée dans son cadre de fer
De Rome jusqu'à Casablanca
Ils se partagent la poussière
Ils réinventent leur soleil
Leur musique et leurs habitudes
Leurs couleurs leurs piment pareil
Pour éviter la solitude, la solitude
Je sens ma ville comme un amant,
Trompé par un riche imbécile
Je sens ma ville comme un aimant,
Ça me rend fou presque débile
Je sens ma ville comme un amant,
Trompé par un riche imbécile
Je sens ma ville comme un aimant,
Ça me rend fou presque débile
Je sens ma ville comme un amant,
Trompé par un riche imbécile
Je sens ma ville comme un aimant,
Ça me rend fou presque débile
La mort qui nous fait du charme
Et puis ils ont sorti les armes, les armes
Bernard Lavilliers è un cantautore francese nato a Saint-Étienne nel 1946. Proveniente da una famiglia modesta, iniziò ad appassionarsi alla musica fin dall'età di quattro anni. Dopo aver lavorato in fabbrica, si iscrisse al Partito Comunista per difendere i propri ideali e nel 1965 partì per il Brasile, esperienza che segnò profondamente la sua visione del mondo. Rientro in Francia lo portò ad essere considerato renitente alla leva e incarcerato per un anno. Iniziò a cantare nei cabaret e nel 1967 uscì il suo primo singolo. Nel 1968 pubblicò il suo primo album, intitolato semplicemente "Lavilliers", che divenne poi il suo nome d'arte. Nel corso degli anni '70 ottenne successo con album come "Les poètes" (1972), "Le Stéphanois" (1975) e soprattutto "Les Barbares" (1976). Quest'ultimo lo consacrò come uno dei cantautori francesi più importanti. Lavilliers è noto per le sue canzoni che spesso trattano temi sociali, politici e di viaggio. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "Le Grand Bleu", "La Ballade de la rue des Amants" e "Les Barbares". Nel 1992 cantò insieme a Léo Ferré alla fête de l'Humanité. Nel 2004 pubblicò l'album "Carnets de bord", un inno ai viaggi, e nel 2005 uscì il libro 'Bernard Lavilliers, Escales' di Gert-Peter Bruch.
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