Wenn ich neben meinem Vater in den Kindergarten ging,
Klammerte ich mich beim Abschied fest an ihn.
Dann gab er mir sein kariertes Taschentuch, dies Zauberding,
Das mir so groß wie ein Bettlaken erschien.
Darin konnt' ich mich versenken,
Und es ganz mit Tränen tränken,
Weinte meinen Kinderabschiedsschmerz hinein.
Ich ließ meine Tränen kullern
Wie Holsteiner Schafe strullern.
Danach konnt' ich ungeheuer fröhlich sein.
Was glaubst du, hält die Queen in ihrem Henkeltäschchen parat,
Wenn sie huldvoll auf ihrem Balkon erscheint?
Was die Kanzlerin in ihrer engen Jackentasche hat?
So wie du, ein Taschentuch, in das sie weint.
Nach des Tages Müh und Jammer
Im Kanzleramt in der Kammer,
Wo sie nicht mehr mühevoll um Fassung ringt,
Lässt sie ihre Tränen rinnen
Wie kleine Eisprinzessinen,
Wenn die langgeübte Kür doch nicht gelingt.
Was glaubst du denn, was dein Bänker mit dem Köfferchen verdeckt,
Was James Bond stets in den Schulterholster schob,
Was der coole Gangtsa Rapper in der Strickmütze versteckt,
Und das Model in der Handtasche von Joop?
Was halten sie schön gestaltet,
Glattgebügelt und gefaltet,
Oder von zitternder Hand zerknüllt im Schoß?
Ihr Taschentuch, denn es weinen
Die Großen so wie die Kleinen,
Und die Schönsten schluchzen manchmal hemmungslos.
Wenn die große Liebe erlischt,
Wenn der Weltschmerz uns erwischt,
Wenn eine wahre Rüsselpest
Die Nase richtig laufen lässt,
Wenn man sich etwas merken muss
Oder Lebwohl winken zum Schluss.
Aber auch wenn du Tränen lachst,
Vor Lachen in die Hose machst,
Hilft vielleicht manchem ein Gebet, vielleicht ein lästerlicher Fluch,
Aber mit Sicherheit hilft nur ein Taschentuch!
Es gehört zu einem guten Album, einem guten Buch,
Wenn man dir die gute Nachricht überbringt,
Mit zum Lieferumfang eigentlich auch noch ein Taschentuch.
Wenn du hörst und liest und glaubst, dein Herz zerspringt,
Dann hilft dir nur eins: Ein Taschen-
Tuch viel 100-mal gewaschen,
Sanft und warm und so weich wie ein Mausefell.
Nichts kann dich auch in der größten
Freude freu'n, im Kummer trösten,
Nichts trocknet die Tränenflut so gut und schnell
Wie dies kleine unscheinbare,
Alltägliche, einzig wahre
Stückchen Stoff es tut: Alles wird gut.
Dieses Stückchen Stoff es tut: Alles wird gut.
Reinhard Friedrich Michael Mey, noto semplicemente come Reinhard Mey, è un cantautore e polistrumentista tedesco nato a Hannover il 19 marzo 1947. Considerato uno dei cantautori più importanti della Germania, Mey ha raggiunto una vasta popolarità negli anni '70 e '80 con la sua musica caratterizzata da testi poetici e melodie orecchiabili. Il suo stile musicale è un mix di folk, rock e chanson francese, influenzato da artisti come Jacques Brel e Bob Dylan. Mey è noto per le sue canzoni che trattano temi sociali, politici e personali, spesso con un tocco di ironia e umorismo. Tra i suoi brani più famosi figurano "Die Brücke", "Er ist nicht mehr da", "Anna" e "Das Mädchen mit den roten Haaren". Mey ha pubblicato oltre 30 album in carriera, molti dei quali hanno raggiunto il successo commerciale. Nel corso degli anni ha collaborato con numerosi artisti tedeschi e internazionali, tra cui Peter Maffay e Ute Lemper. La sua musica è stata anche utilizzata in film e serie televisive. Mey è un artista molto apprezzato dal pubblico tedesco, che lo considera uno dei pilastri della musica popolare del paese.
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