On se rappelle toujours sa première maîtresse
J'ai gardé d'la mienne un souvenir pleine d'ivresse
Un jour qu'il avait plu
Tous deux on s'était plu
Ensuite on se plut de plus en plus
J'lui d'mandait son nom, elle me dit Valentine
Et comme elle suivait chaque soir la rue Custine
Je pris le même chemin
Et puis j'lui pris la main
J'lui pris tout enfin
Elle avait des tout petits petons, Valentine, Valentine
Elle avait des tout petits tétons
Que je tâtais à tâtons, Ton ton tontaine
Elle avait un tout petit menton, Valentine, Valentine
Outre ses petits petons ses petits tétons son petit menton
Elle était frisée comme un mouton
Elle n'était pas une grande intelligence
Mais dans un plumard, ça n'a pas d'importance
Quand on a dix-huit ans
On n'en demande pas tant
Du moment qu'on s'aime, on est content
Elle n'avait pas un très bon caractère
Elle était jalouse et même autoritaire
Pourtant, j'en étais fous
Elle me plaisait beaucoup
Parce que surtout
Elle avait des tout petits petons, Valentine, Valentine
Elle avait des tout petits tétons
Que je tâtais à tâtons, Ton ton tontaine
Elle avait un tout petit menton, Valentine, Valentine
Outre ses petits petons ses petits tétons son petit menton
Elle était frisée comme un mouton
Hier, sur le boulevard, je rencontre une grosse dame
Avec des grands pieds, une taille d'hippopotame
Vivement elle m'saute au cou
Me crie bonjour, mon loup
Je lui dis pardon, mais qui êtes vous
Elle sourit voyons, mais c'est moi, Valentine
Devant son double menton, sa triple poitrine
Je pensais, rempli d'effroi
Qu'elle a changé , ma foi
Dire qu'autre fois
Elle avait des tout petits petons, Valentine
Mais ils sont enflés à présent Valentine
Elle avait des tout petits tétons des vraie p'tite pommes
Non non j'aime mieux parler d'autre chose voila
Elle avait elle avait un tout petit menton, avec une p'tite pincette
Elle en a quatre ou cinq mentons maintenant
Oh cette pauvre petite Valentine ça d'vrait pas être permis ça non
C'est des trucs qui ne devarait pas être permis
Non
Maurice Auguste Chevalier (1876-1972) è stato un celebre attore e cantante francese. Conosciuto per il suo charme disinvolto e la voce melodiosa, ha dominato i palcoscenici e le sale cinematografiche tra gli anni venti e gli anni sessanta. Iniziò la sua carriera come cabarettista a Parigi, conquistando il pubblico con canzoni popolari e numeri comici. Il successo internazionale arrivò con i musical cinematografici degli anni trenta, in particolare "Louise" (1930) e "The Love Parade" (1929). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Chevalier continuò ad essere un'icona del cinema francese, interpretando ruoli in film come "Gigi" (1958), per il quale vinse un premio Oscar. Tra le sue canzoni più famose ricordiamo "Thank Heaven for Little Girls", "Louise", e "Mimi la fille du Moulin Rouge". La sua carriera è stata segnata da momenti di grande successo, ma anche da controversie a causa delle sue posizioni politiche durante la guerra.
La radio è morta? No. Ma non è più il cancello d'ingresso. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato ? radicalmente. Canzoni sconosciute esplodono in pochi giorni. Artisti senza contratto discografico raccolgono milioni di stream. E le radio? Arrivano dopo, non prima. Il pubblico ha preso il controllo. Il potere dei video brevi: 15 secondi che cambiano tutto TikTok ha trasformato le regole del gioco musicale. Una melodia che dura meno di venti secondi può diventare il suono di un'intera estate. Nel 2023, oltre il 70% delle canzoni entrate nella Billboard Hot 100 aveva avuto un'origine virale su piattaforme social prima di ricevere attenzione radiofonica.
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Da qualche parte nel mondo i Blue si sono riuniti davanti a uno schermo per vedere l'esibizione di Sal Da Vinci che canta "Per Sempre Si".
Il Codacons ha accusato Dargen D'Amico di fare pubblicità occulta al marchio dell'Aperol per via di un fiore arancione esibito durante la sua performance al festival di Sanremo 2026.
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L'inno di Mameli cantato da Laura Pausini in occasione dei Giochi Olimpici Invernali non smette di far discutere. Non è un caso isolato.
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