Dopo 11 anni ritorna Moltheni
A distanza di 11 anni Moltheni è finalmente tornato, dopo la grande pausa e la carriera discografica proseguita sotto il suo nome di battesimo Umberto Maria Giardini. Il nuovo album che si chiama "Senza eredità" è uscito l'11 dicembre, l'idea alla base del disco è quella di dar vita a tutta una serie di brani che non furono mai registrati, ma suonati occasionalmente dal vivo.
Sono stati tutti accuratamente rivisitati, corretti, ri-arrangiati, al fine di lasciare un testamento, il suo testamento musicale, perchè come ha dichiarato lo stesso artista "questa volta è davvero la fine del progetto Moltheni".
Ascoltando i brani del disco sembra quasi che tutti questi anni di silenzio non siano mai esistiti. Lui è lì riconoscibilissimo, la sua voce, i suoi ritmi psichedelici e, si ammettiamolo, depressi, ma profondamente poetici.
La copertina dell'album racconta in immagini la sua vita, si vede un Umberto Maria Giardini tamburino, i genitori, l'ambiente medio-borghese, volti di uomini, di donne.
Arrivando alle canzoni è lo stesso cantautore ad ammettere che la rivisitazione è stato un percorso a volte difficile, ma soprattutto romantico, riprendere emozioni trasformate in musica alcuni anni fa e doverle ri-arrangiare e riadattare. Il brano che apre il disco si chiama "La mia libertà", che è anche il pezzo scritto più di recente nel 2019.
É una denuncia di quello che siamo diventati: privi di libertà, senza dignità e sempre alla ricerca del successo e del denaro. Ma non è intenzione di Moltheni mandare messaggi, lui stesso sostiene che non lo ha mai fatto, anzi ci tiene a sottolineare che è un processo che non gli interessa assolutamente. Il suo unico scopo è far stare bene le persone che ascoltano la sua musica.
Tra i brani più interessanti, dal mio punto di vista, a parte il già ricordato "La mia libertà", vorrei citare "Spavaldo" con quel suo ripetere per quasi tutta la canzone "come me lo dirai ora? Con le mani dentro al petto" mi è entrata subito in testa.
Moltheni è ritenuto uno dei padri fondatori del movimento alternativo degli ultimi 20 anni e a proposito dei suoi colleghi che sono emersi da non molto in una recente intervista ha dichiarato "confondo Salmo con Coez,
Calcutta con Gazzelle, alcuni sono così scazzati da atrofizzarmi le palle dopo dieci secondi di ascolto", come dire... ha scelto un modo elegante per dire che non è un loro estimatore.
Moltheni mi sei mancato!
Teresa Moccia
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