Perché diamo autorità alle cose? Perché diamo questa autorità a qualcosa che poi ci strozza? Ecco, fa-fatti questa domanda, facciamoci questa domanda. Uno può fare questo, tra persone... no? Di pari, di pari dignità possiamo farci delle domande. Allora, se tu riesci a farti delle domande...
Eh, cerco veramente il più possibile di fare arrivare alle persone questo messaggio, questo modo di, di interfacciarci tra di noi, di relazionarci insieme perché questo fanatismo, questa idolatria secondo me nascond? sempre una evasion? da sé e dalla propria realtà.
Senza dubbio.
E, e, e io in realtà la voglio combattere nonostante quello che faccio tende a, no? Sembra apparentemente che tende a, a remare al contrario, nella direzione opposta.
È contradditorio perché lo è, lo è, lo sai che lo è.
Mhm.
Perché tutto il sistema comunicativo favorisce l'idolo.
Sì.
È contradditorio, cioè, devi fà, devi pacificare col fatto che è contradditorio perché tutto quello che viene venduto da questo mercato tende a idolatrare. E facci caso, cioè, non è sempre, non è che questo è così in assoluto, però questo c'è e c'è contraddizione perché, cioè, tu guadagni anche i soldi attraverso questo sistema, cioè, questo sistema ti, ti unge ovviamente, e quindi... però nello stesso tempo tu sai bene che tutto questo possiamo dire che è un senso devozionale, eh, pervertito, così lo possiamo mettere?
Mhm.
Cioè il senso della devozione pervertito. Perché il senso devozionale non lo puoi togliere ad un essere umano, è, è il voler credere in qualcosa.
L'a', l'aver fede è un discorso, l'avere devozione è un altro. La devozione è una di quelle profonde esigenze dell'uomo che non può essere estirpata. Non c'è niente che la possa estirpare.
Infatti non voglio estirparla, voglio canalizzarla nel giusto, nella giusta direzione.
La devozione, la devozione è una cosa che va compresa. Io non ho ancora capito bene cosa sia. Cioè, è, è il senso legato alla preghiera, no? È il senso legato alla, a quella roba lì. Mi fa molta tenerezza a volte, cioè, quasi, quasi fino alle lacrime.
E come si può gestire questa cosa non lo so, eh, non lo so. Io, io quello che posso dire che poi alla fine posso dirti di me, cioè, alla fine quello che mi restituisce...
Poi alla fine quello che mi piace qua è che ci si incontri.
Okay, riprova.
Nayt, pseudonimo di William Mezzanotte, è un rapper italiano nato a Roma nel 1996. Attivo dal 2015, si distingue per lo stile rap introspettivo e poetico, spesso incentrato su temi come la solitudine, l'alienazione e la ricerca di identità. Il suo percorso musicale è segnato da mixtape indipendenti di successo, tra cui "Nayt" (2016) e "Senza titolo" (2018), che hanno contribuito a consolidare il suo seguito di fan. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo album in studio, "Il cielo è un limite", accolto con grande entusiasmo dalla critica e dal pubblico. Nayt si è affermato come uno dei rapper più interessanti della scena italiana contemporanea, apprezzato per la sua capacità di raccontare storie personali con sensibilità e profondità. Tra i suoi brani più rappresentativi figurano "Senza titolo", "Il cielo è un limite" e "La mia anima".
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