No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
Toquen madera y quemen benjui
Miren quién se acerca, miren quién viene ahí
Es él! El yeta, el que agita mis pelos
El que todos dicen que es un pájaro de mal agüero
Su presencia arruina cualquier celebración
Y siempre al invocarlo una desgracia sucedió
Dicen que es así, que así fue y será
Y que atrae desastres como si fuera un imán
Uh uh uh
Que no nos vea y que no nos toque.
Uh uh uh
Que a nadie se le ocurra saludar.
Uh uh uh
No vayan a gritar su nombre,
Porque llama a la fatalidad.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
Todo lo que toca lo echa a perder.
Igual que el rey Midas pero al revés.
"Fue él" lo acusan cuando pasa algo grave.
Pero en lo cierto es que en verdad nadie sabe si él sabe.
Cuando su fama comenzó como un rumor se propagó
¿Quién fue el primero que lo estigmatizó?
Porque una vez marcado siempre lo señalarán.
Quien se hace piedra, piedra morirá.
Uh uh uh
Toda la vida cargara ese peso.
Uh uh uh
Y ese peso acabará con él.
Uh uh uh
Y un poco en broma, un poco en serio,
será el blanco de una risa cruel.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
No tiene explicación y es anti racional.
Como en la inquisición, cazando brujas por cazar.
Y quien dice que no, que uno no será también.
Sin justificación, otro innombrable a quien temer.
Y escondemos en un saco de otro,
Uh uh uh
La cobardía de no aceptar,
Uh uh uh
Cargándole la culpa a otros,
De las cosas que nos salen mal.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no
No lo nombren, no lo nombren, no lo nombren.
No lo nombren, no.
(No)
(No lo nombren)
Il testo EL INNOMBRABLE degli EL CUARTETO DE NOS è presente anche nell'album Apocalipsis zombi (2017)
El Cuarteto de Nos è un gruppo musicale uruguaiano formatosi a Montevideo nel 1984. Considerati uno dei gruppi più importanti del rock alternativo latinoamericano, sono noti per il loro stile caratterizzato da testi ironici e sarcastici, spesso con riferimenti politici e sociali, accompagnati da una musica energica e orecchiabile che fonde elementi di punk, new wave, ska e rock progressivo. Tra i membri fondatori si annoverano Gustavo Antuna (voce), Roberto Musso (chitarra), Santiago Tavella (basso) e Álvaro Pintos (batteria). Nel corso della loro carriera hanno pubblicato numerosi album di successo, tra cui *Raro* (1989), *Bipolar* (1995), *Cortamambo* (2000) e *La misma porqueria* (2006). Il loro stile musicale è caratterizzato da un'energia contagiosa e da testi che spesso affrontano temi sociali e politici con ironia e sarcasmo. Alcuni dei brani più rappresentativi del gruppo includono "El baile de los que sobran", "Me voy a dormir", "No me importa" e "La misma porqueria".
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