Certe volte vorrei essere un altro, chiunque altro fuori dalla mia testa
Né simpatico, né tanto alto, quello dell'ultimo banco a destra
Un ricordo qualunque tra facce sbiadite
Qui dentro è un inferno di attese infinite scolpite nel marmo
Né inizio né fine dell'anno
Fuori dalla mia testa le parole hanno spazio per muoversi
E volano via senza rimbombare, senza riportare né significato né conseguenze
Qui dentro ogni frase è per sempre
Le parole diventano fumo
Un vociare costante che sembra un ronzio, come dentro un call center
Per curiosità sarei diverso fuori dalla mia testa per fortuna
Lì sembra di camminare senza gravità, come sulla luna
Se c'è una finestra prestamene una, fammi un piacere
Voglio solo buttare uno sguardo, voglio solo vedere, solo vedere...
Per questo mostro la metà di me
Vedi solo la metà di me
Nella mia testa appassiscono i fiori
Senza che il tempo passi mai
Per questo mostro la metà di me
Ma è tutto trascurabile
Così via dicendo qualcosa mi tiene in ostaggio qui dentro
Ed è convincente col tono d'amico fraterno
Lo ascolto da sempre, la prendo sul serio
Sapessimo il tempo che resta sapremmo davvero usarlo meglio
Io fumo prima di dormire così non ricordo i miei sogni al risveglio
Qua dentro è una cella d'isolamento
Il vostro calore non lo sento
E nell'ora d'aria esce giusto un frammento ma il dieci per cento non basta di certo
Che quando la testa si fa più pesante, blocca la bocca, le braccia, le gambe
Riuscissi a spiegarla, a parlarle prima che anche tu mi voltassi le spalle
Sarebbe importante
Ma non hai scelta, sta nebbia costante
Da fuori non senti, qui dentro è assordante
Soffro se riesco a mostrarle giusto la metà di me
Nell'ora d'aria esce la metà di me
Nella mia testa appassiscono i fiori
Senza che il tempo passi mai
Per questo mostro la metà di me
Vedi solo la metà di me
Nella mia testa appassiscono i fiori
Senza che il tempo passi mai
Senza che il tempo passi mai
E resta la metà di me
Vedi solo la metà di me
Willie Peyote, pseudonimo di Guglielmo Bruno, è un rapper e cantautore italiano nato a Torino nel 1987. Attivo dal 2010, si distingue per uno stile musicale che fonde rap, rock e folk, caratterizzato da testi introspettivi e poetici spesso incentrati su temi sociali e personali. Il suo percorso artistico è segnato da una forte indipendenza e un'autentica ricerca sonora. Tra i suoi album più importanti figurano «Il mio nome è Willie Peyote» (2014), «La vita è un film di genere western» (2016) e «Cose che succedono» (2020). Willie Peyote ha collaborato con artisti come Salmo, Fabri Fibra e Levante. Tra i suoi brani più rappresentativi si ricordano «Il mio nome è Willie Peyote», «La vita è un film di genere western», «Cose che succedono» e «Non mi piace la gente».
Dalla casa perugina di Aimone Romizi, i Fast Animals and Slow Kids attraverso una divertente, onesta ed interessante video-intervista annunciano la loro prima vera collaborazione con un altro artista.
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Guglielmo Bruno, in arte Willie Peyote, si distoglie dall'immagine del rapper-gangster a cui siamo abituati. Con occhiali da vista e camicetta a quadri appare più come uno giovane scrittore che uno del giro hip-hop tutto tatuaggi e sguardi truci.
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Il Codacons ha accusato Dargen D'Amico di fare pubblicità occulta al marchio dell'Aperol per via di un fiore arancione esibito durante la sua performance al festival di Sanremo 2026.
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