Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.
Le parole che dico
non han più forma né accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.
Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perché non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già usati
per queste ed altre sere.
E chi, chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perché mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria
Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – 27 gennaio 1999) è stato uno dei cantautori italiani più influenti e originali del XX secolo. Figlio di una famiglia borghese genovese, De André si avvicinò alla musica fin da giovane, influenzato da artisti come Brassens e il jazz. Dopo un periodo di studio universitario interrotto, iniziò a esibirsi nei locali genovesi insieme ad amici come Tenco e Bindi. Il suo primo album, "La canzone del sole", uscì nel 1967 e segnò l'inizio di una carriera straordinaria. De André si distinse per la sua poetica complessa e raffinata, spesso incentrata su temi sociali e politici, ma anche sulla vita quotidiana e le emozioni umane. Le sue canzoni sono caratterizzate da melodie originali e arrangiamenti innovativi, che spaziano dal folk al rock progressivo. Tra i suoi album più importanti ricordiamo "Il pescatore", "La terra dei cachi", "Non ho paura" e "Anime morte". De André ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Paolo Conte, Francesco De Gregori e Carmen Consoli. La sua musica ha influenzato generazioni di cantautori italiani e continua ad essere apprezzata per la sua profondità e originalità. Alcuni dei suoi brani più rappresentativi sono: "La canzone del sole", "Il pescatore", "Sotto il segno di Marte", "Don Chisciotte".
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"Dai diamanti non nasce niente..." così citava una delle più amate canzoni di Fabrizio De Andrè "Via del campo", condivido a pieno il pensiero di uno dei miei cantautori preferiti, ma sembra che il mondo faccia orecchie da mercante. La pietra preziosa
Quando si sta in casa tra la noia e l'alienazione, Youtube può essere una manna dal cielo per intrattenersi con fenomeni parastatali. In questo caso vogliamo sottoporre alla vostra attenzione alcuni cantanti che si sono cimentati in cover di brani italiani, con risultati di dubbio gusto.
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