LA LOCOMOTIVAVersione in dialetto rovigotto di Marco "Che" Randolo Ne so' che viso che'lg'aveva gnianca come ch'el se cìamava con che vose parlase con quale vose, po', el cantava quanti anni g'avesse èlora, de che colore i so' cavèi ma 'ntea fantasia gò a so' immagine: i eroi i'é tutti zòvani e bèi, i eroi i'é tutti zòvani e bèi, i eroi i'é tutti zòvani e bèi.
Conosso inveze el tempo di fatti qual ca jera el so' mestiere i primi anni del secolo macchinista ferroviere.
I tempi ca se scumiziava la guera santa di' pezzenti pareva el treno, anca lu, un mito del progresso lancià de sòra di' continenti, lancià de sòra di' continenti, lancià de sòra di' continenti.
E la Locomotiva pareva ca fusse un mostro stràn, che l'omo el dominava col pensiero e co'a man: ruggendo 'a se lasava dedrio distanze che pareva infinie, pareva ca l'avese dentro un potere tremendo: 'a stessa forza dea dinamite, 'a stessa forza dea dinamite, 'a stessa forza dea dinamite.
Ma 'n altra grande forza verzeva èlora le sò ali: parole ca'e diseva "i omani i'é tuti uguai!" e contro 'i re e 'i tiranni sciopava 'ntea via la bomba proletaria e iluminava l'aria la fiaccola del'anarchia, la fiaccola del'anarchia, la fiaccola del'anarchia.
Un tren tuti i dì pasava par la so' stazion: un tren de lusso, lontana destinazion.
Vedeva zènte riverià, el pensava a chei veluti e 'a chi ori, el pensava al magro dì dea so' zènte vizìn, el pensava a un tren pien de siori, el pensava a un tren pien de siori, el pensava a un tren pien de siori.
Ne so' cos' ca successe, parché 'l ciapò la decision.
Forse rabia vècia, generaziòn senza nome ca le urlava vendeta, i ghe ciècava el cuore, desmentegò pietà, se desmentegò dea so' bontà, la so bomba jera 'a machina a vapore, la so bomba jera 'a machina a vapore, la so bomba jera 'a machina a vapore.
E sul binario 'a stava la locomotiva: la machina pulsante pareva fosse cossa viva, pareva un zovane puledro ch'apena cavà el fren morsegasse la rotaia co' muscoli d'acciaio con forza cieca de balen, con forza cieca de balen, con forza cieca de balen.
Un dì come chi altri, ma forse con più rabia in corpo, pensò d'averghe el modo par riparar qualche torto: montò sul mostro ch'el dormiva, zercò de mandar via la sò paura, e prima de pensare cos'ca'gli'era 'ndrio fare el mostro el se magnava la pianura, el mostro el se magnava la pianura, el mostro el se magnava la pianura.
El coreva l'altro tren ignaro, e quasi senza presia, nisùn s'imaginava de 'ndar verso la vendetta.
Ma a'a stazion de Bologna 'rivò la notizia in't'un baleno: "Notizia d'emergenza, movíve co' urgenza: un mato el s'è zùla incoste al tren! un mato el s'è zùla incoste al tren!" Ma intanto 'a core, 'a core, 'a core la locomotiva e la sibila vapore, la par quasi ca la sia viva, e la par dire ai contadini curvi chel fiscio ch'el se spande in aria: "Fradelo non temere ca coro al me dovere! Trionfi la giustizia proletaria! Trionfi la giustizia proletaria! Trionfi la giustizia proletaria!" E intanto 'a core, 'a core, 'a core sempre più fuga, e 'a core, 'a core, 'a core, 'a core incontro ala morte, e ninte ormai 'l'po tratignere la grande forza distrutrice, se speta solo el schianto e po' ca 'riva el manto dea grande consolatrice, dea grande consolatrice.
La storia la se conta come ca la finì chea corsa: la machina devià longo na linea morta.
Col so' ultimo grido da animale la machina l'erutò lapilli e lava, sciopò incoste al cielo, po' el fumo el sparse el velo: i lo' gà tirà su che ancora el respirava, i lo' gà tirà su che ancora el respirava, i lo' gà tirà su che ancora el respirava.
Ma a noialtri se piase pensarlo ancora dedrio d'un motore, finch'el fa corar via la machina a vapore, e ca se riva ancora, un dì, la notizia de na locomotiva, come na roba viva, zulà a bomba contro l'ingiustizia, zulà a bomba contro l'ingiustizia, zulà a bomba contro l'ingiustizia!
Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940 – 27 gennaio 1999) è stato uno dei cantautori italiani più influenti e originali del XX secolo. Figlio di una famiglia borghese genovese, De André si avvicinò alla musica fin da giovane, influenzato da artisti come Brassens e il jazz. Dopo un periodo di studio universitario interrotto, iniziò a esibirsi nei locali genovesi insieme ad amici come Tenco e Bindi. Il suo primo album, "La canzone del sole", uscì nel 1967 e segnò l'inizio di una carriera straordinaria. De André si distinse per la sua poetica complessa e raffinata, spesso incentrata su temi sociali e politici, ma anche sulla vita quotidiana e le emozioni umane. Le sue canzoni sono caratterizzate da melodie originali e arrangiamenti innovativi, che spaziano dal folk al rock progressivo. Tra i suoi album più importanti ricordiamo "Il pescatore", "La terra dei cachi", "Non ho paura" e "Anime morte". De André ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Paolo Conte, Francesco De Gregori e Carmen Consoli. La sua musica ha influenzato generazioni di cantautori italiani e continua ad essere apprezzata per la sua profondità e originalità. Alcuni dei suoi brani più rappresentativi sono: "La canzone del sole", "Il pescatore", "Sotto il segno di Marte", "Don Chisciotte".
Iniziamo questo 2022 ricchi di pensieri positivi, auguriamoci davvero che possa essere la svolta per un nuovo inizio, dopo i due disastrosi anni appena trascorsi. Ho deciso perciò di scegliere come tema di questo nuovo articolo l'amore, quello che nonostante le difficoltà decide di restare, quello che sceglie di assumere nuove forme
"Dai diamanti non nasce niente..." così citava una delle più amate canzoni di Fabrizio De Andrè "Via del campo", condivido a pieno il pensiero di uno dei miei cantautori preferiti, ma sembra che il mondo faccia orecchie da mercante. La pietra preziosa
Quando si sta in casa tra la noia e l'alienazione, Youtube può essere una manna dal cielo per intrattenersi con fenomeni parastatali. In questo caso vogliamo sottoporre alla vostra attenzione alcuni cantanti che si sono cimentati in cover di brani italiani, con risultati di dubbio gusto.
L'11 gennaio 1999, all'età di 59 anni, lasciava questa terra Fabrizio De Andrè, non prima di essersi regalato l'immortalità con le sue canzoni. In questo esercizio della memoria vogliamo ricordarlo attingendo dal suo archivio le frasi più belle.
Apparentemente sicuri, perfettamente a loro agio di fronte a qualsiasi platea, i cantanti nascondono un segreto: anche loro hanno paura.
Mercoledì 27 e giovedì 28 maggio arriva al cinema Faber in Sardegna & L'ultimo concerto di Fabrizio De Andre'. Il documentario,
La radio è morta? No. Ma non è più il cancello d'ingresso. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato ? radicalmente. Canzoni sconosciute esplodono in pochi giorni. Artisti senza contratto discografico raccolgono milioni di stream. E le radio? Arrivano dopo, non prima. Il pubblico ha preso il controllo. Il potere dei video brevi: 15 secondi che cambiano tutto TikTok ha trasformato le regole del gioco musicale. Una melodia che dura meno di venti secondi può diventare il suono di un'intera estate. Nel 2023, oltre il 70% delle canzoni entrate nella Billboard Hot 100 aveva avuto un'origine virale su piattaforme social prima di ricevere attenzione radiofonica.
Il 28 aprile 1986 la cantante Graziella Franchini, in arte Lolita, veniva ritrovata esanime e sfigurata nella camera del residence di Lamezia Terme in cui viveva ormai da un pò di tempo. L'omicidio è rimasto privo di colpevoli.
Da qualche parte nel mondo i Blue si sono riuniti davanti a uno schermo per vedere l'esibizione di Sal Da Vinci che canta "Per Sempre Si".
Il Codacons ha accusato Dargen D'Amico di fare pubblicità occulta al marchio dell'Aperol per via di un fiore arancione esibito durante la sua performance al festival di Sanremo 2026.
A 94 anni suonati, il leggendario "Capitano Kirk" William Shatner o, per gli appassionati dei telefilm anni '80, il sergente T.J. Hooker, ha ancora dei progetti da realizzare. Tra essi un album metal di cover e inediti con la collaborazione di grandi firme del settore.
L'inno di Mameli cantato da Laura Pausini in occasione dei Giochi Olimpici Invernali non smette di far discutere. Non è un caso isolato.
E' prevista per la prossima estate l'uscita del docufilm "Iron Maiden's Lost Singer", che riguarda Paul Di'Anno, cantante degli Iron Maiden dal 1978 al 1981, che è venuto a mancare a fine 2024.
La storica band mod torinese Statuto ristampa due classici della propria discografia, a partire da venerdì 13 febbraio saranno infatti disponibili per Sony Music gli album "Tempi Moderni" del 1997 e "Riskatto" del 1999. Il primo pubblicato originariamente nel 1997 torna oggi in versione doppio vinile 180 grammi e CD. "Tempi Moderni" contiene 12 canzoni in puro stile "brit e power pop" con ricchi arrangiamenti chitarristici e orchestrali, ammiccanti alle migliori produzioni di