In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole,
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.
All' una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti,
le TV son un rombo di tuono per l' indifferenza scostante dei gatti;
come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda,
ma nell' intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio d' un dubbio eterno, un formicaio di cose andate,
di chi aspetta sempre l' inverno per desiderare una nuova estate...
Son tornate a sbocciare le strade, ideali ricami del mondo,
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo,
in testa identiche, senza storia, sfidando tutto, senza confini,
frantumano un attimo quella boria grida di rondini e ragazzini;
come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte,
ma mi rattristo, io sono lieto di questa pista di voglia e sorte,
di questa rete troppo smagliata, di queste mete lì da sognare,
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare...
Appassiscono piano le rose, spuntano a grappi i frutti del melo,
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.
Io sdraiato sull' erba verde fantastico piano sul mio passato,
ma l' età all' improvviso disperde quel che credevo e non sono stato;
come senti tutto va liscio in questo mondo senza patemi,
in questa vista presa di striscio, di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco, dei tanti chiasmi filosofanti,
di storie tragiche nate per gioco, troppo vicine o troppo distanti...
Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni,
gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti,
l' arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?
Come vedi tutto è usuale, solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l' affanno e l' ansimo dopo una corsa,
l' ansia volgare del giorno dopo, la fine triste della partita,
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa... che chiami... vita...
Francesco Guccini (nato il 14 giugno 1940) è un cantautore e scrittore italiano. Le sue canzoni sono rinomate per il loro valore poetico e letterario; nel 1990 ha vinto il Premio Eugenio Montale per le rime in musica. Nato a Modena, Guccini si affermò negli anni '70 come uno dei cantautori più importanti del panorama italiano. Le sue canzoni spesso trattano temi sociali, politici e personali, con un linguaggio ricco di immagini e metafore. Tra i suoi brani più celebri figurano "La casa di mia madre", "Azzurro", "Il cielo in una stanza" e "E se domani". Guccini ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Fabrizio De André e Lucio Dalla. Nel corso della sua carriera ha pubblicato oltre 20 album, molti dei quali sono diventati classici del cantautorato italiano.
Metti una sera Guccini a cena a casa di Ligabue. Metti Guccini che regge bene l'alcol e Liga che lo regge poco.
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Il 10 novembre è stato pubblicato "Canzoni Da Osteria", il nuovo album di Francesco Guccini.
Aveva smesso 10 anni fa di cantare, ma ci ha ripensato. Il nuovo album di Francesco Guccini "Canzoni Da Intorto".
Due anni e mezzo fa per Ligabue era il momento di festeggiare i 30 anni di carriera. L'Arena Campovolo di Reggio Emilia aveva risposto presente con un sold out quasi istantaneo, a dimostrazione di un forte desiderio di esserci.
Francesco Guccini il 14 giugno fa cifra tonda: compie 80 anni e festeggia l'età adulta con modernità, ossia online.
La canzone nella sua forma cantautorale può essere pura poesia. Ne sono prova i versi di Francesco Guccini. Ne abbiamo selezionati alcuni.
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Prima o poi doveva succedere. Quegli appuntamenti della vita che si tende sempre a rimandare portano dentro un alone di tristezza e una malinconia diffusa, serena o no dipende se sia accompagnata dal rimpianto.
Recanati piazza il colpo da 90: il 4 agosto, per il Lunaria festival 2016, si esibirà in concerto Francesco Guccini. "Non per cantare ma per raccontarsi" è lo slogan
"Ho avuto un'overdose . Ogni tanto, in automobile, mia moglie accende la radio e io la prego subito di spegnere. Troppo rap, abbiate pietà. Non ce la faccio proprio. Sono le parole di
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Noemi dovrà osservare 4 settimane di riposo dopo la caduta, ma dal 16 agosto sarà un tour de force per recuperare i live rinviati. Ecco tutte le date fino a settembre.
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