In un paese dove il lavoro è un miraggio Datori di lavoro, ma quale primo maggio? Ti promettono oro, ma danno solo fango,
Con lo stipendio che è un vero spauracchio.
Io lavoro come un mulo, ma il salario è da cretino, E mentre sudiamo, loro brindano col vino.
E le donne qui scrivono, un poema al patriarcato, Si lamentano in coro per il peso dell’amato, "L'invisibilità è un male da estirpare",
Ma nel frattempo chi ci ama è solo in un bar. "Rinascita! Libertà!" è il grido che s’alza,
Ma chi sta al comando? e via con un altra danza
E i giovani fuggono, via con il vento, Cercando fortune, in cerca d’un momento. All’estero il cammino sembra meno amaro,
Ma lasciamo un paese che è un giardino avaro.
E mentre qua qualcuno ride, altri piangono in silenzio, Ma noi non ci fermiamo, continuiamo il nostro viaggio Lontano lontano.
Mischia di culture, unione di piani,
Ma chi ha le chiavi? Sono sempre i soliti nani! Dicono che sia una lotta, un gioco di potere, Ma finiamo per perderci in un giro di ruote.
E invece di unirci, continuiamo a litigare, Mentre il nostro bel paese va a deteriorare.
Rit: Oh, Italia, terra di promesse non mantenute, Governanti che cambiano come ruote bucate Siamo tutti in fila, sperando in un domani,
Ma nel frattempo ci nutriamo di frustrazioni e piani!
C’è chi ride e chi piange, ma tutti siamo qui,
Sotto lo stesso cielo che non smette mai di esser grigio, Un giorno ci sveglieremo, in un mondo più vero,
E allora non saremo più solo un popolo zero. Oh Italia, alziamo l'onda con un canto sincero!
Nelle piazze vuote restano solo gli echi, di sogni venduti a sconti troppo ciechi.
Le scuole crollano, ma regge l’apparenza, e chi ha talento emigra
Silenziosa assenza
Ci raccontano favole nei talk del mattino,
mentre l’Italia vera resta dietro al banco del destino. Ma c’è ancora chi lotta, chi non molla il cuore,
tra mille difficoltà, coltiva il suo valore.
Ogni volta promesse Che si sciolgono presto Tipo neve a dicembre Nessuno le ricorda
Qui
Il lavoro precario è ormai una condanna,
e chi spera nel domani, spesso si inganna. Ma nei vicoli stretti e nei bar di provincia,
c’è chi canta ancora, anche se la speranza è minima. La bellezza ci salva, ma non ci basta più,
serve una voce forte, che dica: “Adesso, su!”
Occhic, al secolo Alessandro Federico D'Elia, nasce ad Ozieri, in provincia di Sassari, nel 1992. Sin da piccolo, la sua passione per la musica lo porta a suonare diversi brani ad orecchio con la pianola. La sua formazione musicale prende il via tra il 2005 e il 2006 con lo studio di pianoforte e solfeggio presso l'accademia "Per Elisa", dove inizia anche a calcare i primi palchi. Parallelamente, approfondisce lo studio del canto e, negli anni successivi, si dedica alla chitarra moderna, arricchendo ulteriormente il suo bagaglio artistico. La sua carriera riceve una svolta significativa nel 2017, anno in cui si guadagna la semifinale ad Area Sanremo. Ritorna sullo stesso palco l'anno seguente con l'inedito "Amore sposami", confermando la sua presenza tra i semifinalisti nazionali del noto concorso. Oltre alla musica, Occhic esprime la sua vena artistica attraverso la realizzazione di un cortometraggio sul tema dell'alcol alla guida, dimostrando una sensibilità particolare per le questioni sociali. Il 2018 segna l'inizio di un nuovo capitolo con la lavorazione del suo primo album, "Ribelle", che raccoglie 9 tracce di vario genere, dal pop al blues, dal jazz al country. Quest'opera rappresenta un'espressione molto personale dell'artista, che vuole raccontarsi attraverso la musica, interpretando esperienze e sentimenti condivisi con amici e familiari. L'album, realizzato presso l'Eyesstudio di Sassari sotto la guida di Matteo Sechi, riflette la passione e l'impegno di Occhic nel suo percorso musicale. Dal 2020, Occhic si dedica al suo secondo album, "Nomen Omen", che esplora generi che spaziano dal rock al grunge, dal jazz all'hip hop, e ritmi latini, uscito con Rehegoo Music Group, etichetta londinese co-fondata da Marco Rinaldo e Quincy Jones. Questo progetto, come i precedenti, conferma l'eclettismo e la ricerca continua di Occhic nel campo musicale. Il terzo album, "Il diario dei Pensieri", anticipato rispetto alla programmazione iniziale a causa dei tempi attuali, testimonia la volontà di Occhic di confrontarsi con le sfide del presente e di offrire un contributo significativo attraverso la sua arte. Con l'aggiunta di tre nuovi brani, il disco si propone come una riflessione profonda sui temi della vita contemporanea, segnando un ulteriore passo nell'evoluzione artistica di Occhic, un musicista che continua a sorprendere e a commuovere con la sua autenticità e sensibilità. Nel 2024, esce in tutti i digital store "Sangue nelle Mani", un brano, scritto e interpretato con il rapper Impulso, che esplora con delicatezza e coraggio l'altra faccia della violenza, cercando di comprendere senza mai giustificare, di narrare senza mai legittimare, le tragiche spirali che possono nascere da momenti di perdita di controllo. Nella sua continua ricerca artistica e personale, Occhic dimostra di non temere di affrontare tematiche complesse e attuali, cercando sempre di toccare l'animo umano nelle sue molteplici sfaccettature. "Sangue nelle Mani" non fa eccezione: rappresenta un punto di svolta nel suo percorso, dove la musica si fa portavoce di una consapevolezza sociale profonda, invitando all'empatia e alla comprensione. Ogni progetto di Occhic è un tassello di un mosaico che disegna il ritratto di un artista eclettico, sensibile e coraggioso, capace di navigare tra i generi musicali con la stessa facilità con cui esplora le profondità dell'animo umano. Il suo impegno non è solo quello di produrre musica, ma di lasciare un'impronta significativa, di stimolare riflessioni e di promuovere un cambiamento positivo attraverso le sue parole e le sue note. Nel panorama musicale italiano, Occhic si conferma come una voce unica e indispensabile, un artista che, attraverso i suoi brani, cerca di illuminare le ombre del mondo, dimostrando che la musica può essere molto più di semplice intrattenimento: può essere un ponte, un luogo di incontro e di dialogo, un faro nella notte per chi cerca una via verso la luce.
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Nella terza edizione di "Nuova Scena", talent dedicato al mondo rap in onda su Netflix, si sono aggiudicati la vittoria i cosentini Flextony e Tigerplug.
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L'inno di Mameli cantato da Laura Pausini in occasione dei Giochi Olimpici Invernali non smette di far discutere. Non è un caso isolato.