Yeah, questa è la mia lettera, da me a te.
Quelle parole non girano, fanno piroette
ad ogni lettera che scrivo e che la biro mette
con il destino nel cestino e le mie insicurezze
proprio ad un metro dall'arrivo il battito che corre si genuflette
cambia la luce nello sguardo quando calibro l'altro
il vento è contrario e se l'assalto sa d'asfalto
sospeso perchè tutto è in forse, le mie risposte
metto un punto, tiro una linea, alfabeto morse.
Non so come finirà e il computer mi distrae
a volte vorrei essere normale e smettere di pensare
un attimo ti da il Natale
un altro è letale, gli fa da contrattare.
L'acqua gorgheggia
ma il messaggio è ancora nella bottiglia e galleggia
fino a che il vetro non si assottiglia
e la carta non diventa poltiglia
qui fuori albeggio e questa è la mia postilla.
RIT:
Quando tutto cade, quando niente va come deve andare
non ci vedremo per settimane
ti penserò come mia madre
perchè appartengo alle tue strade.
E quando tutto cade, quando questo male mi pervade e persuade
starò lontano per più di un'estate
poi ditele che l'amo e che appartengo alle sue strade.
E un'andata è la più unica delle scopate
la più umida delle emozioni dimenticate
ogni ritorno nell'affaccio delle cartoline
è un'analogia tra parto e partorire, alla fine
e non succede, certe cose sono come le comete
puoi vederle chiare solo in certe sere
aspettandole per lustri, per ere
sperando che facciano al posto tuo tutto quello che ti compete
ma non succede, perchè la vita si riduce a un gamete
poi si siede ad affilare il machete
ridendo di chi crede che si può navigare restando in rete
o si può cavare il sangue dalle pietre
non so come finirà e il diaframma si contrae
a volte vorrei essere normale e non battezzare male le giornate
da un solitario perso se ho messo troppo latte a riscaldare
RIT:
Quando tutto cade, quando niente va come deve andare
non ci vedremo per settimane
ti penserò come mia madre
perchè appartengo alle tue strade.
E quando tutto cade, quando questo male mi pervade e persuade
starò lontano per più di un'estate
poi ditele che l'amo e che appartengo alle sue strade.
Ghemon, pseudonimo di Giovanni Luca Picariello (Napoli, 1987), è un cantautore, rapper e comico italiano. Attivo dal 2006, Ghemon si distingue per uno stile musicale che fonde rap, cantautorato e sonorità elettroniche, caratterizzato da testi introspettivi e spesso ironici. Ha collaborato con artisti come Salmo, Fabri Fibra e Marracash. Tra i suoi brani più noti figurano «La mia vita», «Non mi interessa» e «Il mio nome è Ghemon». Nel 2018 ha pubblicato l'album «Ghemon», che ha riscosso un grande successo di pubblico.
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"Era uno dei concerti migliori della mia vita". Bad Bunny è tornato a parlare dell'evento tenuto sabato scorso all'Ippodromo La Maura nella zona San Siro di Milano. E la grandine riapre il problema sicurezza dell'impianto.
Noemi dovrà osservare 4 settimane di riposo dopo la caduta, ma dal 16 agosto sarà un tour de force per recuperare i live rinviati. Ecco tutte le date fino a settembre.
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Nella terza edizione di "Nuova Scena", talent dedicato al mondo rap in onda su Netflix, si sono aggiudicati la vittoria i cosentini Flextony e Tigerplug.
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