Michael Jackson: dopo la messa in onda del documentario "Leaving Neverland" è di nuovo bufera
I primi di marzo è stato diffuso il documetario "Leaving Neverland", lungometraggio che tratta dei presunti abusi sessuali messi in atto da Michael Jackson su due bambini di 7 e 10 anni: Wade Robson e James Safechuck.
Diretto da Dan Reed, dura quasi 4 ore e si incentra sull'ascolto dei racconti dei due, oggi trentenni, e dei loro familiari. Le parole sono spesso spezzate dal pianto, il ricordo trasforma il famoso parco delle meraviglie in una casa degli orrori.
Il documentario scorre via senza alcuna forma di contraddittorio. C'è una sola campana: quella dell'accusa. I ragazzi descrivono in modo dettagliato le loro vicende, le circostanze in cui hanno conosciuto il re del pop e come si è evoluto il loro rapporto, compresa quella sensazione di non essere vittima di abusi.
Michael Jackson era l'idolo, l'amico, il fratello maggiore, il titolare delle chiavi di un posto magico, in cui si intrecciava fiaba e realtà. Era una figura capace di rassicurare, di costruire una dimensione in cui stare bene. La consapevolezza di ciò che è accaduto realmente l'avrebbero maturata solo molti anni dopo. Ciò sarebbe testimoniato dal fatto che proprio uno dei due, Wade Robson, fu decisivo, con la sua testimonianza, per l'assoluzione di Michael dalle accuse di molestie nei confronti di Gavin Arvizo. Anche James Safechuck, nel 1993, ha negato gli abusi.
I giovani, che oggi raccontano una versione differente, si giustificano dicendo che volevano proteggere il re del pop, che erano attratti fortemente da lui e da ciò che rappresentava.
E così Michael Jackson, che durante l'ultima parte della sua vita si era già dovuto difendere da pesanti accuse di pedofilia, è di nuovo sul banco degli imputati. E non poteva essere altrimenti atteso che l'attenzione mediatica su questa tipologia di reati e la sensibilità sociale è cresciuta molto di recente. Lo scandalo Weinstein e il movimento #metoo hanno preso a cannonate il muro di omertà che ha sempre avvolto il mondo dello spettacolo, rivelando le storture del sistema.
Rimane la difficoltà di esprimere un giudizio e di prendere una posizione sulla vicenda, così come anche quella di capire dove finisce l'operazione commerciale e dove comincia l'effettiva tutela dei protagonisti di questa triste storia.
Temistocle Marasco
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