Puderisi cuntaf su qualsiasi storia inveci te cunti su
La storia di i ann selvadegh del Francu.
El Francu el sera piazzà su per la Val d Intelvi
E l era atacaa i so ann selvadegh a un ciò chel ghera
Picàà dent a la sua dona senza neanca dumandà il permess, yes.
El vendeva cadregh muderni per qui che lavùra in di ufizi
Qui cadregh che per fai sta fermi a ta ghet de tirac una sciupetada
El ghera la sua bela vetrina, e il so negozi su la tagenzial
I gheran fa un prestito de 30 milioni e il tatuac de una pesciada in del cù
E lù lera dà un anticip per una sorta de stanberga cunt un para de stanz de lec, lù che tant el durmiva mai
La sua dona la faseva propri schivi, l era bruta come il pecàà
Ma la preparava una pulenta e brasàà che ta restavat lì cuma un gat de marmu
La verdeva quasi mai la buca, la parlava mai
La ghera un cagnorel volt in scì che vanzava mia sù de tera,
spurcelent cuma una bula cunt la rogna
el se ciamaca Carlo, el ghe cedeva un cazo
La sua dona la ghera anca vuna de qui cusin muderni de la salvarani
Cunt dent tutt i sò rop a posta e anca al furnu chel se neta de parlù
El Francu guidava un 128 cunt i sedil de pel de cricetu
La ghera un vulat cunt su la decalcomania del Papa Giuvan in sul clacson
I faseven propri una bela copia, propri una bella copia
Una sera, chi sa cusa cazo ghe gira in de la crapa, l è scià del lavurà
El se ferma lì de fò del cunsorzi agrari, el va dent in de tarcisio gazusa
Crumpa un par de butegli de Vermout e ia stinca giò in tant che guida
El se ferma lì al Agip el tira sù una tola de benzina el punta driz a ca sua
El vert la porta el pasà dent, benzina de scià benzina de la benzina de surà
Benzina de suta benzina sul tec benzina in del lec e brusa brusa brusa brusa
Una spuza de benzina che pareva de ves dent un de un accendino
El parcheggia de lultra part del la strada el varda la sua cà che brusa
El rid el bambù fermu lì cont tutt i denc in buca pareva la nocc de San Giuvan
Pareva l ultim del ann, pareva la nocc de Natal quan che fan il falò e beven il vin broulè
El vardava la cà che brusava el rideva el rideva
El solta dent in macchina el piza el va via el se sintunizza su radio maria el ciapa
La strada che pasà dent per la Valsolda el punta il cunfin el va dent atraversa la dugana
E scapa in Svizzera
A lera mai potù supurtàl quel cagnurel de merda
TRADUZIONE:
Potrei raccontarvi qualsiasi storia invece vi racconterò la storia de Gli anni selvatici del Franco
Franco si era piazzato sulla Val d Intelvi e aveva piantato i suoi anni selvatici ad un chiodo che era conficcato dentro la sua donna senza chiedergli neanche il permesso.
Vendeva sedie moderne per quelli che lavorano negli uffici quelle sedie che per farle star ferme dovevi tirargli una schioppettata.
Aveva la sua bella vetrina, e il suonegozio sulla tangenziale
Gli avevano fatto un prestito di 30 milioni e il tatuaggio di un calcio nel culo
Lui aveva dato un anticipo per una sorta di casa con un paio di stanze da letto, lui che non dormiva mai
La sua donna faceva veramente schifo, era brutta come il peccato, ma preparava una polenta e brasato che restavi lì come un gatto di marmo
Non apriva quasi mai la bocca, non parlava mai
Aveva un cagnolino alto così che non avanzava su da terra sporco come una bula con la rogna
Si chiamava Carlo e non ci vedeva un cazzo
La sua donna aveva anche una di quelle cucine moderne della salvarani con dentro tutte le sue robe a posto e anche il forno che si puliva da solo
Franco guidava un 128 con i sedili di pelle di criceto
Aveva un volante con la decalcomania del Papa Giovanni sul clacson
Facevano proprio una bella coppia, proprio una bella coppia
Una sera, chissà cosa cazzo gli girava in testa, tornando dal lavoro,
si ferma fuori dal consorzio agrario, entra nel tarciso gazosa, compra un paio di bottiglie di Vermout e le beve mentre guida
Si ferma all Agip prende una tolla di benzina e punta dritto verso casa sua
Apre la porta va dentro, benzina di quà, benzina di là, benzina di sopra,
benzina di sotto, benzina sul tetto, benzina sul letto e brucia brucia brucia brucia
Una puzza di benzina che sembrava di essere dentro un accendino
Parcheggia dall altra parte della strada e guarda la sua casa che brucia
Ride lo stupido permo lì con tutti i denti in bocca, sembrava la notte di San Giovanni
Sembrava l ultimo dell anno, sembrava la notte di Natale quando fanno il falò e bevono il vin broulè
Guardava la casa che bruciava e rideva e rideva
Salta dentro in macchina, l accende e va via, si sintonizza su radio maria e prende
la strada che va in Valsolda punta il confine attraversa la dogana
E scappa in Svizzera
Non aveva mai potuto sopportare quel cagnolino di merda
Davide Van De Sfroos (nato nel 1965) è un cantautore italiano di fama nazionale. È noto per la sua musica folk-rock, caratterizzata da testi in dialetto piemontese e arrangiamenti originali che mescolano influenze tradizionali con sonorità moderne. Van De Sfroos ha iniziato la sua carriera musicale come membro del gruppo De Sfroos, con cui ha ottenuto un grande successo negli anni '90. Dopo lo scioglimento del gruppo, ha intrapreso una carriera solista di grande successo, pubblicando album apprezzati dalla critica e dal pubblico. Tra i suoi brani più famosi figurano "E semm partii", "Akuaduulza", "Per una poma" e "Laiv". Van De Sfroos è considerato uno dei principali esponenti della musica folk contemporanea italiana.
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