(Eugenio Finardi)
Che cos'é che mi ha svegliato
in questa notte di mezzaluna
che sarà che mi ha turbato
in una notte così serena
come una mano mi ha interrotto il sonno
un'allarme che mi ha rotto un sogno
o forse un tuono che da lontano
viaggia in quest'aria così fina
Vorrei che almeno ci fosse vento
che si sentisse il rumore del mare
che si rompesse questo silenzio
così assoluto che troppo fà pensare
che m'inventassi qualche cosa da fare
che ti svegliassi per potere parlare
ma stai dormendo profondo
e non posso nemmeno suonare
Tra poco l'alba verrà e con l'alba il sole
e con la luce vedrò che tutto và bene
a quest'angoscia riuscirò a dare un nome
e forse mi riaddormenterò
e ricomincerò a sognare
Adesso sò cosa mi ha svegliato
in questa notte così serena
é la paura che mi venga rubato
il futuro da un'avversa fortuna
un terremoto, un'improvviso crollo
un'evento fuori di controllo
come una guerra lontana
sotto una luce di mezzaluna
Tra poco l'alba verrà e con l'alba il sole
e alla sua luce vedrò che tutto và bene
a quest'angoscia riuscirò a dare un nome
ti guarderò dormire e ti lascierò sognare
Tra poco l'alba verrà e con l'alba il sole
e la luce mi dimostrerà che tutto và bene
di quest'angoscia ora so qual'é la ragione
e forse mi riaddormenterò
e ricomincerò sognare
Eugenio Finardi (nato il 16 luglio 1952) è un cantautore, chitarrista e tastierista italiano. Considerato uno dei pilastri della musica italiana degli anni '70 e '80, Finardi ha saputo coniugare melodie orecchiabili con testi introspettivi e spesso impegnati. La sua carriera si è sviluppata tra il rock progressivo, la cantautorato e l'elettronica, influenzando generazioni di musicisti. Tra i suoi brani più celebri figurano "La mia banda suona il pop", "Io non ho paura", "Non c'è niente da fare" e "Senza un perché". Finardi ha collaborato con artisti come Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Roberto Vecchioni, contribuendo a definire l'identità musicale italiana di quel periodo.
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