Lighea: la goccia d'acqua scava nella roccia

Lighea: la goccia d'acqua scava nella roccia

12/05/2020
  • Lighea

Lighea ha una voce super e una umanità che conquista. Ha da poco pubblicato un nuovo singolo, "Goccia D'Acqua", ed è impegnata nella sua scuola di formazione "Lighea Voice & Performance Academy", la cui attività prosegue nonostante le limitazioni imposte da questo particolare periodo.

Benvenuta su Toptesti.it. "Goccia D'Acqua" è il tuo nuovo singolo uscito recentemente. Cosa ti ha spinto a pubblicare nuovamente e che emozione è stata?

In realtà non è passato molto tempo dall'ultima pubblicazione che è stata nel 2018 per il progetto di raccolta fondi per i terremotati. Oramai ciò che mi spinge a pubblicare una canzone è sempre una finalità socialmente utile. Goccia d'acqua era nel cassetto da un paio d'anni in attesa che ci fosse bisogno di lei! Parla di responsabilità personale e credo sia un argomento su cui porre attenzione in questo momento particolare. Per questo motivo ho ritenuto importante pubblicarla.

Molte persone si sono sentite obbligate a stare a casa, ma è solo un errore di sguardo. Occorre cambiare prospettiva. Stare a casa dovrebbe essere una scelta personale per la tutela di tutti. D'altronde una rinuncia piccola in confronto all'incubo che molte persone, toccate direttamente da questa esperienza, si sono trovate a vivere. Io parlo con cognizione di causa dato che entrambi i miei genitori si sono ammalati.

Quello che è importante capire è che sono i piccoli gesti, le piccole scelte, quelle che ciascuno di noi può fare ad influire su tutti per cui estremamente importanti. L'emozione è stata tanta perché per me le parole hanno un gran peso e sono creative per cui posso creare una realtà diversa, consapevole di questo, sapere che potevano raggiungere tante orecchie è stato molto emozionante.

"Goccia D'Acqua" ha un video particolare, che coinvolge fan e amici: com'è nata l'idea?

Bhè, dato che non mi interessa vendere me stessa, ma comunicare un messaggio, non volevo che fosse la mia immagine ad essere protagonista. Così, non potendo raggiungere altre persone, perché si era in isolamento, le ho coinvolte chiedendo loro di realizzare un video in cui ci mettevano la faccia per dire che si impegnavano a fare la loro parte.

In passato hai scritto "Tutto Andrà Bene" e "Tutto Va Bene". Quale dei due brani è più appropriato per il periodo che stiamo vivendo?

In realtà entrambe le canzoni parlano di altro, ma per il titolo direi che preferisco "TUTTO VA BENE", qui e ora. Un modo per trovare il buono di ogni istante.

Il coronavirus ha modificato il nostro quotidiano, imponendo una riorganizzazione di tanti aspetti della vita. Credi che, d'ora in poi, la fruizione della musica cambierà definitivamente oppure, poco alla volta, si ritornerà alla normalità?

Visto che il mondo musicale sarà uno degli ultimi a riprendere il volo, forse si cambierà qualche cosa. Nel frattempo arriveranno nuove idee creative per poter lavorare nonostante tutto. C'è sempre un altro modo, un'altra strada, non ho alcun dubbio su questo!

Tra le partecipazioni al festival di Sanremo e quella al Festivalbar qual è stata quella emotivamente più difficile da affrontare?

Sicuramente il festival di Sanremo, un palcoscenico che terrorizza solo per il nome. Io ero alle prime esperienze, molto giovane e spaventata, non mi sentivo assolutamente in grado di affrontare quel palco e per questo ogni sera dietro le quinte mi auguravo di rompermi una gamba, così dovevano portarmi via e avrei evitato di esibirmi.

Proprio al festival di Sanremo è legato un episodio divertente che si potrebbe riassumere così: il pigiama, Pippo Baudo e Antonella Arancio. Ce lo vuoi raccontare?

Avevo cantato la sera precedente. Ero in relax, in camera, in hotel, dentro al letto e in pigiama a seguire il festival. Ad un certo punto Baudo lancia la pubblicità e dice che subito dopo si ricominciava con me. PANICO!!!
Si era sbagliato: c'era Antonella Arancio!

Hai una scuola per giovani talenti, la "Lighea Voice & Performance Academy". E' più difficile lavorare sulla voce o fortificare la personalità di un aspirante artista?

Entrambe le cose sono molto unite. Una personalità contratta dà voce ad un suono rigido ed ostacolato dalle tensioni. Per cui lavoro sempre su entrambi i livelli, ciascuno agevola l'altro. Lavorare con le voci e con le personalità degli artisti è estremamente affascinante e una continua scoperta di cose nuove, perché ogni personalità risponde a stimoli diversi per cui bisogna essere molto flessibili a seguire ciò che la persona richiede.

La tua scuola che tipo di corsi offre?

Una preparazione a 360 gradi. Un percorso accademico che parte dal lavoro sulla respirazione e la tecnica, per passare a quello sulla persona appunto come dicevo prima, così da infrangere quei muri difensivi che si portano dietro la maggior parte dei ragazzi e che impediscono sia la vocalità che la capacità espressiva, fino ad arrivare sul palcoscenico per la performance live includendo anche un lavoro sulla gestione delle paure da palcoscenico, partendo dalla cultura musicale per arrivare alla scrittura di un repertorio di inediti per un progetto personalizzato allo stile e alla vocalità di ciascuno, per concludersi con un lavoro sull'immagine, perché anche l'occhio vuole la sua parte.

Temistocle Marasco

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