Sun't el fi del Guglielmo Tell, che l'era un gran òmm
però de me, i geent, i se regòrden gnanca el
nòmm
e pensà che sèri mè, quel fi cun la poma in s e la cràpa
e pudèvi mea tremà e pregàvi sperèmm che la ciàpa !
E i geent i me vardàven t cc, i me vardàven giò la finestra
i cc i me puntàven t cc, ma me vardàvi la balestra
Dài papà, dài papà Proviamo almeno con l'anguria
Non dubitar di me figlio mio, lo sai che divento una furia!
Dài papà, dài papà Proviamo almeno col melone
Non si può figlio mio, tu lo sai e poi non è neanche la stagione
Dai papà,dai papà Proviamo almeno col pompelmo
Non temere figliolo, tuo papà si chiama Guglielmo !
Però l'è mea p taant bèll vèss el fi del Guglielmo Tell
perché me de quèla volta sun in giir cun là el patèll
e sun cunteent per el mè pà, che l'han fatto eroe nazionale
ma da allora se vedo una mela comincio a stare male ma male
El papà l'era giò in fuund, l'era giò ch'el ciapàva la mira
e me s davi frècc perché tra l'altro el seg tava e seg tava a beev giò bìra
Desmètela de beev, papà, se no te ghe vedet dùppi
Niente paura figliolo, maal che vàda te cùpi !
Ecco lo sento, lo sento adesso scocca!
Chi è quel pirla che ha parlato? Come sarebbe a dire :
Proviamo con l'albicocca ?
Perché l'è mea p taant bèll vèss fi del Guglielmo Tell
Sun't el fi del Guglielmo Tell
che s'è mea sbassàa a sal dà un capèll
TRADUZIONE:
Sono il figlio di Guglielmo Tell, che era un grande uomo
però di me, le persone, non si ricordono neanche il nome
E pensare che ero io quel bambino con la mela sulla testa
e non potevo tremare e pregavo speriamo che la prenda!
e la gente mi guardava, mi guardavano tutti dalla finestra
tutti gli occhi mi puntavano, ma io guardavo la balestra
Dai papà, dai papà Proviamo almeno con l'anguria
Non dubitar di me figlio mio, lo sai che divento una furia !
Dai papà, dai papà Proviamo almeno col melone
Non si può figlio mio, tu lo sai e poi non è neanche la stagione
Dai papà, dai papà Proviamo almeno col pompelmo
Non temere figliolo, tuo papà si chiama Guglielmo !
Peò non è poi così tanto bello essere figlio di Guglielmo tell
perché io da quella volta sono in giro con il patello
e son contento per mio padre, che l'hanno fatto eroe nazionale
ma da allora se vedo una mela comincio a stare male ma male
Il papà era giù in fondo, era giù che prendeva la
mira
e io sudavo freddo perché tra l'altro continuava a bere birra
Smettila di bere, papà, se no ci vedi doppio
Niente paura figliolo, male che vada ti uccido!
Ecco lo sento, lo sento adesso scocca !
Chi è quel pirla che ha parlato? Come sarebbe a dire:
Proviamo con l'albicocca ?
Perché non è poi così tanto bello essere figlio di Guglielmo Tell
Sono il figlio di Guglielmo Tell
che non si è abbassato a salutare un capello
Il testo IL FIGLIO DI GUGLIELMO TELL di DAVIDE VAN DE SFROOS è presente anche nell'album Brèva e tivàn (1999)
Davide Van De Sfroos (nato nel 1965) è un cantautore italiano di fama nazionale. È noto per la sua musica folk-rock, caratterizzata da testi in dialetto piemontese e arrangiamenti originali che mescolano influenze tradizionali con sonorità moderne. Van De Sfroos ha iniziato la sua carriera musicale come membro del gruppo De Sfroos, con cui ha ottenuto un grande successo negli anni '90. Dopo lo scioglimento del gruppo, ha intrapreso una carriera solista di grande successo, pubblicando album apprezzati dalla critica e dal pubblico. Tra i suoi brani più famosi figurano "E semm partii", "Akuaduulza", "Per una poma" e "Laiv". Van De Sfroos è considerato uno dei principali esponenti della musica folk contemporanea italiana.
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