Queen e il sequel di "Bohemian Rhapsody": "Siamo tentati"
Il film "Bohemian Rhapsody", uscito nel 2018, è un'opera riuscita. Lo testimonia il fatto che sia diventato il biopic di maggior successo nella storia della musica, con 4 premi Oscar in bacheca.
Racconta le vicende dei Queen dalle origini allo strepitoso live di Wembley del 1985. 15 anni di grandi soddisfazioni, intervallati da alcuni momenti di buio dovuti principalmente alle traversie di Freddie Mercury. La sua gestazione non è stata semplice e per la stesura finale della trama ci sono voluti molti anni di lavoro.
Dalla narrazione sono rimasti fuori gli ultimi 6 anni della band, dal glorioso Magic Tour in Europa del 1986 agli album "The Miracle" e "Innuendo", fino alla scomparsa di Freddie del 24 novembre 1991. Già nel 2019 si parlava di un sequel. All'epoca a proporlo sembra sia stato Rudi Dolezal, amico e regista di molti videoclip dei Queen. Adesso le voci si sono fatte più insistenti, tanto che in una nuova intervista al quotidiano Daily Star Brian May ha dichiarato: "Ne abbiamo parlato, siamo tentati. Siamo fieri di Bohemian Rhapsody e gli attori sono stati eccezionali. Ci piacerebbe tornare a lavorare con loro. Ci sono ancora tante cose da raccontare". Il chitarrista dei Queen ha detto che realizzare il film è stato soprattutto un omaggio a Freddie Mercury: "Siamo rappresentati anche noi perché eravamo una band, ma il film è su Freddie e lo abbiamo fatto nel modo corretto e con lo spirito giusto".
La reazione dei fan, per ora, è interlocutoria. Sono in tanti ad essere convinti che non ci sia alcun intento di celebrare Freddie in questa operazione e anche nella precedente, ma che sia soltanto l'ennesimo modo per ottenere maggiori profitti dallo sfruttamento del marchio. "Ormai siamo al vilipendio di cadavere. Onore a John Deacon che si tiene alla larga da queste pagliacciate", è uno dei commenti sui social che sintetizza l'opinione più diffusa.
Temistocle Marasco
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