Rit: trovagli un senso, è un quadro che forse non vedi
trovagli un senso, non senti terra sotto i piedi
immaginazione, per farti credere in ciò che non credi
trovagli un senso, parole e suoni come rimedi
trova un senso, è un quadro che forse non vedi
trovagli un senso, non senti terra sotto i piedi
immaginazione, per farti credere in ciò che non credi
trovagli un senso, parole e suoni come rimedi
prima che la tela mi bruci fra le mani, prima che l' ispirazione si perda in mezzo a troppi pensieri poco chiari
voglio prendermi il tempo per guardarmi indietro e non posso aspettare domani per capire cosa mi porto più dentro
cosa mi ha fatto crescere, disorientato dal traffico
guardo il mondo che affonda ma ci sarà pur bene qualcosa di buono da prendere
fai attenzione ad ogni sguardo che mi lancio quì attorno
questo quadro si riempie di colpo, un' altra dimensione si apre
mentre quella benda che porti sugli occhi ti scopre
non puoi non guardare ogni cosa a cui non facevi caso ogni giorno incomincia forte a chiamare
spalanca palpebre e esplodono tempie, sopra una tela, sopra un quaderno
parlando, graffiando un vetro
al quale non importa dove quest' illusione vive, dove vivo certe volte l' aria manca, eppure
anche oggi questa stanza senza finestre, immagino e scrivo
porto immaginazione, un' espressione che prende forma, senza schema e senza nome, dall' anima
senza scuola e senza clone, per forza che fà stranoè confusione che vedi, è la realtà che vedi, quella realtà che vedi ma non credi
niente di diverso da questo mondo, un collage caotico mentre foto si accavallano e un quadro senza sfondo
forse spaventa, forse fà ridere
attraversalo secondo per secondo per capirlo e per farlo rivivere
rit: trovagli un senso, è un quadro che forse non vedi
trovagli un senso, non senti terra sotto i piedi
immaginazione, per farti credere in ciò che non credi
trovagli un senso, parole e suoni come rimedi
trova un senso, è un quadro che forse non vedi
trovagli un senso, non senti terra sotto i piedi
immaginazione, per farti credere in ciò che non credi
trovagli un senso, parole e suoni come rimedi
ok, vivo in un mondo che è fatto di cartapesta, dove le cose le capisci se sbatti la testa e
troppe cose quì non quadrano, se le rifai a tuo modo và a finire che ti squadrano
io mi faccio un quadro generale
il mio rigenerare sopra questa tela, disegnare, ma
per ogni immagine mi studierei una bozza
disegnatori, la speranza sulla tavolozza
e i nostri pennelli dipingono concetti
fatti di sogni che spingono per uscir dai cassetti e finiscon dentro cassonetti
son cestinati, se a lungo andare a realizzarsi non son destinati, spregiudicati
prospect shep kuno, milano cuneo, sopra la tela un tutt' uno dove
i colori sono cibo per sfamarsi e dove le tinte forti son la passione per amarsi
in un mondo che non pensa a un nuovo giorno
io guardo in fondo, vedo un arcobaleno come sfondo
che fuoriesce dai quadri e sorpassa la cornice, che scioglie la vernice coprendo parti grigie
e dove vige il principio del più forte, o si combatte o è come stare soprafforte
che io ho visto certe situazioni e un solo dramma dove il male inganna, io lo cancello con la gomma
io posso farlo, ricreo quello che voglio, sono un disegnatore, a mio modo rifaccio il mondo
mi circondo di volti con sorrisi e gli indecisi avvolti da pensieri intrisi di crisi
ma per adesso cerco una porta aperta, che colleghi la realtà con questo mondo su carta
dentro una tela cerco una chiave per aprir le nostre menti e il nostro modo di pensare
trovagli un senso pensando a quello che vivi sotto questo cielo
trovagli un senso ma non pensarci troppo
linee che iniziano e non finiscono non riescono a spiegarti tutto
tocchi impazziti ma incorniciati prima
sfumature perfette si portano via un' altra idea
contrasti selvaggi, colori passioni e suoni usati come pietre nei loro ingranaggi
doghi spregiudicati vengono dal cuore
vorrebbero cancellarli e dimenticarli, ma ogni volta
ci ripentiamo in diversi modi per far venir fuori questo colore
rit: trovagli un senso, è un quadro che forse non vedi
trovagli un senso, non senti terra sotto i piedi
immaginazione, per farti credere in ciò che non credi
trovagli un senso, parole e suoni come rimedi
trova un senso, è un quadro che forse non vedi
trovagli un senso, non senti terra sotto i piedi
immaginazione, per farti credere in ciò che non credi
trovagli un senso, parole e suoni come rimedi
Asher Kuno, pseudonimo di Giovanni Mei, è un rapper italiano attivo dal 2016. Noto per le sue rime intricate e il flow aggressivo, ha collaborato con artisti come Salmo e Marracash. È membro del collettivo Spregiudicati, con cui ha pubblicato diversi mixtape e album. Tra i suoi brani più rappresentativi figurano "Senza Scuse", "La Mia Vita" e "Il Mio Mondo". Kuno è considerato una figura di spicco nella scena rap italiana contemporanea, apprezzato per la sua capacità di mescolare rime complesse con tematiche sociali e personali.
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